Il pensierino di ieri ha suscitato qualche polemica e ha fatto notizia. Almeno un po’. Oggi, tuttavia, la notizia non c’è. Almeno questo risulta a Cosimo. La riunione corsara di ieri sera nel maso trentino, si deve essere conclusa più o meno con un giuramento di questo tenore: “Le cose che ci siamo detti questa sera non devono uscire da qui”. Insomma niente indiscrezioni, niente battage sui giornali (e sui blog). Niente fuochi d’artificio. Giusto. Questi davvero, questa volta, sono fatti privati degli imprenditori che si sono riuniti ieri sera. Il momento è delicato, delicatissimo, perché in gioco ci sono le milionate di bottiglie di Trentodoc da vendere nei prossimi anni. La sensazione che ho avuta oggi, conversando con qualche produttore, tuttavia, è questa: il prossimo 12 dicembre i piccoli del trentodoc cercheranno di conquistarsi qualche posto in più nel consiglio direttivo dell’Istituto. Chiederanno rinnovamento e cercheranno di far entrare anche qualche faccia nuova. Facce di cui, però, fino al 12 non saranno svelati i nomi. Ma si fermeranno qui. Insomma cercheranno, giustamente, di avere più peso in direzione ma non proveranno a dare la scalata alla presidenza. Coop, politica e industriali, quindi, potranno dormire sonni tranquilli. Sulle ragioni per le quali i piccoli trentodocchisti siano, pare, intenzionati a fermarsi davanti alla porta della presidenza, non è dato sapere. Almeno ufficialmente. Quindi, lasciamo spazio all’esercizio della fantasia. Fantasia sì, ma fino ad un certo punto. Perché le ragioni, tutto sommato, sono piuttosto comprensibili. Anche a guardare distrattamente questo mondo dal di fuori.

Giornalista e blogger con uno sguardo curioso, e a volte provocatorio, verso la politiche agricole; appassionato di vino, animatore di degustazioni fra amici e di iniziative a sfondo enologico, è tra i fondatori di Skywine – Quaderni di Viticultura e di Trentino Wine. Territorialista, autoctonista e anche un po’ comunista. Insomma contiene moltitudini e non se ne dispiace!
Attenzione che la cooperazione nel Trentino, e non solo nel settore del vino, ha moltissimi pregi e non va affatto demonizzata in sè. Molti -non tutti- contadini trentini, per cultura ed attitudine purtroppo non saprebbero cosa fare se non potessero conferire le uve ad una Coop.
Tuttavia la crisi delle cooperative vinicole, salvate dai soldi pubblici, le ha rese antipatiche. Forse è proprio un’occasione storica per poter avere la nomina di uno dei “piccoli” con grandi idee. Speriamo che le stesse Coop capiscano che sarebbe, tutto sommato anche per loro, il momento giusto di lasciare il timone.
Un saluto, PO
PS Ho riportato qui un commento che ho scritto su un post simile sul blog lemillebolleblog di Ziliani.
La ringrazio a nome di tanti, perché lei porta sempre una buona dose di moderazione e di ragionevolezza su questo blog che al contrario estremizza sempre tutto. Anche questa volta la sua analisi mi sembra impeccabile.
Grazie
Io non ti capisco Ornella, questo blog non ti piace, lo trovi estremista: ma allora perché continui a venirci e a commentare. Ma chi te lo fa fare?
Mi scusi, ma non è affatto il caso di ringraziarmi. Guardi che avere a cuore il bene del nostro vino trentino vuol dire esprimere la propria idea. Non esistono idee estreme ed idee moderate., ma solo idee. Fra l'altro mi sembra che grazie a questo blog tutti possiamo dire quello che pensiamo. E, ovviamente condividere quello che condividiamo o contestare quello che non condividiamo, non al contrario offendere chi non la pensa come noi. In questo caso poi, in particolare, io la penso come CPR, solo che il mio ragionamento parte da basi diverse.
Comunque sono lieto che condivida le mie idee, fa sempre piacere.
Saluto, PO
A volte, caro prima oratore è difficile farsi capire: uno dice una cosa e l'altro (ornella) ne capisce un'altra: la bellezza del pluralismo!
Io penso che sia sempre meglio ragionare anzichè offendere. Sapere che qualcuno la pensa diversamente da noi ci consente di contestare le sue idee. Senza fare l'errore di contestare chi le esprime.
Quanto ai fraintendimenti io salverei la sig.ra Ornella: se qualcuno non capisce è sempre colpa di chi parla, non di chi ascolta (o di chi scrive, non di chi legge).
In questo caso io credo che La posizione di CPR, così ostinatamente contraria alle Coop, sia poco giustificabile se messa in una prospettiva più ampia. Ciò non toglie che in questo caso le conclusioni a cui giunge siano del tutto condivisibili: è ora che i grandi passino la mano ai piccoli: ne beneficeranno anche loro. E' un bel po' che tutto ciò che i "piccoli" toccano diventa oro, basta vedere la opulenza che esce da tutte le loro "piccole" cantine.
Sulla cooperazione vinicola in Trentino avrei molto da dire, ma dovrei (e magari lo farò) chiedere al CPR la gentilezza di poter pubblicare un post da me firmato su questo spazio.
Il problema è che non ho davvero tempo, come sapete faccio altro nella vita.
Saluto , PO
Scusate il commento precedente è mio, avevo dimenticato di metterci la faccia di Pericle 🙂
Saluto , PO
eh si quela de pericle…. la tua no quela de pericle…. a parte le battute, PO tu qui dentro, e anche fuori, sei sempre il piu saggio di tutti
Pericle for president (del Trentodoc) …
Grazie comunque PO
Voto per Pericle: il 12 dicembre il mio voto sarà per lui!
Attenzione che la cooperazione nel Trentino, e non solo nel settore del vino, ha moltissimi pregi e non va affatto demonizzata in sè. Molti -non tutti- contadini trentini, per cultura ed attitudine purtroppo non saprebbero cosa fare se non potessero conferire le uve ad una Coop.
Tuttavia la crisi delle cooperative vinicole, salvate dai soldi pubblici, le ha rese antipatiche. Forse è proprio un’occasione storica per poter avere la nomina di uno dei “piccoli” con grandi idee. Speriamo che le stesse Coop capiscano che sarebbe, tutto sommato anche per loro, il momento giusto di lasciare il timone.
Un saluto, PO
PS Ho riportato qui un commento che ho scritto su un post simile sul blog lemillebolleblog di Ziliani.
La ringrazio a nome di tanti, perché lei porta sempre una buona dose di moderazione e di ragionevolezza su questo blog che al contrario estremizza sempre tutto. Anche questa volta la sua analisi mi sembra impeccabile.
Grazie
Io non ti capisco Ornella, questo blog non ti piace, lo trovi estremista: ma allora perché continui a venirci e a commentare. Ma chi te lo fa fare?
A me sembra, ma posso anche sbagliare, che qualcosa si stia muovendo, i cosiddetti piccoli cominciano a riorganizzarsi e fanno le mosse che possono fare, poi per la presidenza inutile nascondersi che la cooperazione rappresenta tanto. Intanto però dei segnali li stanno dando.
Oggi sul Corriere del Trentino francesca negri spiegava, che il prossimo presidente sarà l'attuale direttore di Càvit,Zanoni. Lo avete letto? Allora tanto rumore per nulla: ancora coop e industriali. Anzi a questo punto tanto silenzio per nulla!
A me sembra, ma posso anche sbagliare, che qualcosa si stia muovendo, i cosiddetti piccoli cominciano a riorganizzarsi e fanno le mosse che possono fare, poi per la presidenza inutile nascondersi che la cooperazione rappresenta tanto. Intanto però dei segnali li stanno dando.
Oggi sul Corriere del Trentino francesca negri spiegava, che il prossimo presidente sarà l'attuale direttore di Càvit,Zanoni. Lo avete letto? Allora tanto rumore per nulla: ancora coop e industriali. Anzi a questo punto tanto silenzio per nulla!