Solo per segnalare l’articolo apparso oggi sul quotidiano L’Adige di Trento a firma Paolo Ghezzi. Servizio dedicato ai diritti di impianto fittizzi acquistati qualche anno fa da un gruppo di viticoltori di Aldeno (leggi qui). La questione è assai più seria di quel appare. A quella dei vigneti di carta, si accompagna un’altra questione. Quella del vino di carta. Questa è solo una sensazione. Per altro condivisa da parecchi viticoltori che ogni tanto mi dicono: “Tu non sai quanta carta gira“. Le domande inquietanti che ci facciamo spesso, sempre più spesso, sono queste: “Ma da dove arrivano tutte quelle milionate di bottiglie di Trentino Doc che invadono i discount del vino di mezzo mondo? E che partono da Trento al prezzo finito di poco più di un euro, a volte perfino franco destino? Ma quale è il prezzo di realizzo di una onesta, seppure modesta, Doc Trentina? Intendiamoci, è solo una sensazione. Una sensazione di carta. Che ci piacerebbe qualcuno smentisse per farci sentire tutti più tranquilli.

È lo pseudonimo collettivo con cui fin dall’inizio sono stati firmati la maggior parte dei post più trucidi e succulenti di Territoriocheresiste. Il nome è un omaggio al protagonista del Barone rampante, il grande capolavoro di Italo Calvino. Cosimo Piovasco, passa tutta la sua vita su un albero per ribellione contro il padre. Da lì, però, guadagna la giusta distanza per osservare e capire la vita e il mondo che scorrono sotto di lui.
Vigne di carta: tremenda. Sono quelle truffe alle quali sei indotto da una regolamentazione comunitaria idiota che si preoccupava solo di mantenere stabile l’ettarato complessivo col risultato di depauperare il sud a discapito del ricco nord; la colpa poi è del Ministero che non ha disciplinato la materia. Vini di Carta: ancor più tremenda e ripugnante perché ad es. si sono obbligati viticoltori a produrre nei limiti del disciplinare doc salvo in cantina declassare il prodotto (a loro insaputa, tanto prendevano i soldi come Pinot delle Venezie).
Tutto formalmente legale, ma distorto e distorcente al punto che doc oggi è svuotato di significato! Un delitto per i territori e per i viticoltori