Talvolta una non notizia diventa una notizia. Dipende dal contesto, ovviamente. Il contesto è quello rotaliano, il più bel giardino vitato d’Europa, come sosteneva Cesare Battisti. Il luogo specifico è il Ristorante La Cacciatora (www.lacacciatora.net) di Mezzocorona (TN), subito di là del ponte successivo a quello di San Michele all’Adige, ad un tiro di schioppo (è il caso di dirlo, vista l’insegna) dal casello dell’Autobrennero. Il motivo di tanta enfasi? Il bisogno, minimo, di metter qualcosa nello stomaco dopo una lunga mattinata di visita ed assaggi presso un noto produttore di Faedo in compagnia di personaggi adusi a tirar tardi anche per pranzo. Il punto è questo: alle tre meno un quarto del pomeriggio in Trentino, di norma, o hai già mangiato o aspetti la merenda. Non è proprio come a Roma e nel nostro sud, dove quella è ancora un’ora normale per accostarsi al desco.
Dov’è la notizia? E’ nella solare disponibilità della titolare e del personale tutto a servire buona (ottima) parte del ricco menù nonostante l’ora, contravvenendo ad uno stereotipo montanaro che, ahimé, caratterizza spesso l’offerta turistica trentina.
Location piacevole sotto un pergolato antistante le ampie e piuttosto raffinate sale da pranzo, salmone marinato in casa, carrello dei bolliti, dolci tipici accompagnati da calici di vini appropriati e il tutto con un ottimo rapporto qualità/prezzo avrebbero comunque lasciato un buon ricordo. La vena “sarda” di qualcuno là dentro che preparava i piatti e li portava in tavola, ha trasformato il buono in ottimo, cosicché agli occhi dei miei anfitrioni il Trentino ha fatto la sua “porca” figura. E’ giusto ricordarlo.

Pseudonimo utilizzato da uno dei personaggi chiave del vino trentino, depositario di segreti,conoscitore di vizi e virtu dell’enologia regionale e non solo.
Massarello alias Angelo Massarelli, nato a San Severino Marche nel 1510, dopo gli studi in seminario si laureò in leggi canoniche e civili presso l’Università di Siena.
Tornato a San Saverino fu dapprima assegnato alla chiesa di S. Eligio e poi fu eletto priore della collegiata della cittadina.
Grazie alla frequentazione di alcuni letterati conobbe il cardinale Marcello Cervini, futuro papa Marcello II.
Quando il papa Paolo III delegò il cardinale Cervini ad assumere la presidenza del Concilio di Trento, questi volle come segretario del Concilio il Massarelli. Un cardinale così descrive l’operato del Massarelli: «essendo egli lodato dal testimonio incontrastabile dell’esperienza, ed ammaestrato dall’esquisita scuola dell’esercizio, tenne stabilmente il grado di Segretario del Concilio».
Durante gli intervalli delle sedute del Concilio svolse l’importante mansione di Segretario di Stato del pontefice.
Sotto il breve pontificato di papa Marcello II il Massarelli fu suo consigliere.
Dal successore di Marcello II, papa Paolo IV, fu designato vescovo di Telese o Cerreto il 15 dicembre 1557 e fu consacrato a tale ufficio pochi giorni dopo, il 21 dicembre.
Fu autore di un minuzioso diario dei lavori del Concilio dal titolo Acta genuina ss. oecumenici Concilii tridentini.
Terminato il Concilio di Trento nel 1563, il vescovo Angelo Massarelli fu dapprima ministro della Segreteria di Stato e poi Segretario del Supremo Tribunale della Riformazione (successivamente chiamato Sacra Consulta).
A causa dei suoi numerosi impegni venne poche volte in diocesi e si fece rappresentare da un vicario vescovile di sua nomina.
sarà stata la vena " sarda" … probabilmente l'eccezione che conferma la regola