Lo stappi, lo versi nel bicchiere e resti abbagliato da un cromatismo rosa cerasuolo intenso, brillantissimo. Perfino sfacciato. Quasi arrogante. Se chiudi gli occhi mentre quel rosa inebria le pupille, sogni Antibes, gli ombrelloni e le sdraio fantasia di quel mare e di quell’orizzonte dai colori irripetibili.
Poi lo assaggi e gli occhi si riaprono, ritrovi la stufa ancora tiepida delle tue serate invernali. Ma quel colore felicemente impertinente ti avvolge ancora, mentre il naso si lascia andare allo stupore di un’estrema pulizia, cosa più unica che rara in questa tipologia, e ai netti profumi di petali di rosa bourbon. Forse il naso, pur elegantissimo, però inganna: questo non è un vinino da ombrellone. O non solo da ombrellone e da vacanze estive. E’ in bocca, infatti, che senti che dietro questo vino rosa, c’è un materia prima di grande struttura, le uve Lagrein lavorate alla maniera Kretzer. La sensazione piacevole di frutta fresca, il ribes, i lamponi, le more di gelso, dura e insiste e persiste, in un impasto di inusuale equilibrio fra acidità e (poco, per fortuna) residuo zuccherino.
Che rosato, ragazzi, questo vino rosa che nasce sulle Alpi retiche e ti fa sognare la spiaggia di Antibes.
Kretzer 2018 Doc Trentino – Cantina di Trento – 7 euro in cantina.

È lo pseudonimo collettivo con cui fin dall’inizio sono stati firmati la maggior parte dei post più trucidi e succulenti di Territoriocheresiste. Il nome è un omaggio al protagonista del Barone rampante, il grande capolavoro di Italo Calvino. Cosimo Piovasco, passa tutta la sua vita su un albero per ribellione contro il padre. Da lì, però, guadagna la giusta distanza per osservare e capire la vita e il mondo che scorrono sotto di lui.
Conte… non è che ad Antibes ci puoi andare solo tu….perché porti il blasone…eh…