La notizia è apparsa sul quotidiano di Confindustria qualche giorno fa e i dati di riferimento sono quelli elaborati dal CREA sui valori negoziati nel 2018: il vigneto alto atesino raggiunge ormai quotazioni da capogiro, in una forbice fra i 450 e i 700 mila euro ettaro. Certo, i vigneti del Barolo (2 milioni ettaro) sono ancora lontani, ma le sottozone più prestigiose della doc Alto Adige se la battono alla pari con la vigna di Montalcino.
Non pervenuto il Trentino in questa speciale classifica elaborata dal Consiglio per la ricerca in agricoltura, probabilmente a causa delle negoziazioni ridotte avvenute nel 2018 sulle DO provinciali. I valori locali non dovrebbero, comunque, discostarsi di molto dalle quotazioni registrate dal Crea l’anno precedente, quando si raggiunse una media fra i 150 e 160 mila euro/ettaro.


È lo pseudonimo collettivo con cui fin dall’inizio sono stati firmati la maggior parte dei post più trucidi e succulenti di Territoriocheresiste. Il nome è un omaggio al protagonista del Barone rampante, il grande capolavoro di Italo Calvino. Cosimo Piovasco, passa tutta la sua vita su un albero per ribellione contro il padre. Da lì, però, guadagna la giusta distanza per osservare e capire la vita e il mondo che scorrono sotto di lui.